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18 aprile ≈ Porque una es más autentica cuanto más se parece a lo que ha soñado de si misma.Io ho una percezione alterata della realtà.
Sono perfettamente cosciente per tutto ciò che è estraneo a me, ho una visione nitida e precisa della realtà esterna, dei fatti del mondo, anche quelli nascosti da artificiosi trabocchetti politici.
Ma, appena il cerchio si restringe intorno a me, appena qualcosa si avvicina anche per le più assurde associazioni, ecco che allora tutto cambia. In particolare, vedo l’immagine di me nel mondo in maniera distorta.
So che è così più o meno per tutti, ma il mio problema è che io estremizzo la cosa.
Sono arrivata a un punto in cui mi è difficile, se non impossibile, riuscire a capire quale percezione di me sia esatta, chi io sia veramente.
Certe volte mi vedo scorrere davanti una vita che non è mia, che non sento mia, che vorrei diversa.
Sono una spettatrice della mia esistenza.
È chiaro che sono insoddisfatta.
E anche delusa.
Faccio un lavoro che inizia a non piacermi, ancora non ho deciso cosa fare della mia vita, sono una persona praticamente priva di passioni, l’unica cosa che mi entusiasma è viaggiare, girare il mondo, ma non sono miliardaria, figuriamoci, non ho neanche un conto in banca, e non voglio farmi mantenere.
Ho un diploma del cazzo con cui posso pulirmi il culo, non concludo mai niente con piacere e non faccio qualcosa che mi permetta di esprimermi, mi sento inutile, incompetente e incapace.
Non mi ritegno degna.
Mi chiedo quanto tutto ciò sia connesso con la percezione alterata di me, anzi, le percezioni.
Sono molteplici, ma si possono riassumere in due filoni: la percezione “positiva”, pressappoco uguale a quella che gli altri hanno di me, anche se penso che sia più un auto-convincimento come per forzarmi a volermi bene (cosa che ritengo debba essere naturale), più che una percezione vera e propria; e la percezione “negativa”, in cui mi vedo deformata, che prevale sull’altra, anche se cerco di evitarla perché è prepotentemente dolorosa.
È chiaro che una delle due è frutto di momenti di illucidità.
Il fatto è che non riesco a capire quale, non riesco a distinguere i momenti lucidi da quelli insani. Ogni volta la percezione precedente è errata, non lucida, in un susseguirsi infinito.
Non riesco a capire quando sono lucida.
Non riesco a capire se la verità risieda nella lucidità o nell’illucidità, quale sia il mio punto di arrivo fra le due.
Non riesco a capire se questo momento in cui sto scrivendo sia lucido o non lucido.
In realtà non sto capendo nemmeno più cosa sto scrivendo, mi sono confusa di nuovo.
Chiudo qui.
Vorrei solo avere una percezione di me senza che mi venga voglia di prendere le forbici e sfregiarmi il viso e il corpo per dare un motivo visibile a questa deformazione.
Ho cercato di scavare dentro me per capirci qualcosa e uscirne, ma un’auto-analisi, per quanto possa essere sofferta, spoglia, nuda e cruda, se fatta da chi molto probabilmente si vede con occhi insani, risulta pur sempre un’auto-analisi insana, quindi non corretta.
Per favore evitiamo almeno all’inizio commenti stupidi o scherzosi, non mi pare il caso, ogni tanto si può fare lo sforzo di prendermi sul serio, dai. Giuro che questa volta non la prendo bonariamente e ci rido sopra, ma m’incazzo; lo chiedo per favore. Commenti (32)Per aggiungere un commento, accedi con il tuo Windows Live ID (se utilizzi Hotmail, Messenger o Xbox LIVE possiedi già un Windows Live ID). Accedi Non hai ancora un Windows Live ID? Registrati
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